La bomba

Ci risiamo: la cosiddetta crisi Ucraina sta per fare un giro di boa. Una bella bombetta atomica, magari tattica, è li che aspetta solo di compiere la sua missione in territorio europeo, e per Europa intendo quella classica, fino a Mosca.


Non importa chi sarà il primo, se la Nato, la Russia, l'Ucraina, l'Isis o qualche altro agente per conto terzi. Non importa chi ha ragione e chi ha torto. La bomba serve: agli affari, alla politica, alla geopolitica, i danni principali saranno lontani dall'attore principale, i politici sono insignificanti e ciechi, vedono solo il loro personale domani politico ... e dunque bomba sarà.
L'ultima volta che avevo avuto paura della Bomba, quella grande che avrebbe distrutto il pianeta, è stato durante la crisi dei missili di Cuba. Era il 1962 ed avevo 19 anni. L'angoscia di un futuro terrificante, di una fine della storia, quella sì vera fine, si sublimò in un attivismo frenetico: manifestazioni antiamericane, a tutti i livelli, anche quelli meno politici come la gogna ai turisti stelle e strisce o le leticate da bar con qualche raro fascidiota ...

Oggi la reazione è diversa. La mia calma non è acquiescenza per l'età, che pesa in queste faccende, ne' una sorta di rassegnazione. Intendiamoci bene, non sono rassegnato perché sono vecchio e tanto i miei anni li ho fatti ... ci sono i figli e i nipoti ... e tutto il resto dell'umanità che non giustificano alcuna indifferenza nè ignavia.

Quindi mi chiedo: perché non sono in piazza con almeno qualche compagno, qualche amico o anche da solo con qualche striscione, una bella bandiera e magari un megafono? E neppure sui social a rintuzzare i moderni social-idioti che caldeggiano soluzioni finali ?

Già perché? Sarà un caso ma riesco a pensare solo a Cecità di Saramago.

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